10 marzo 2012

STEBASS MEETS EARL ZERO - AFRICAN PEOPLE 12"

Grazie alla distribuzione di Supertone Records, è giunto sul mio piatto il terzo disco di un autore italiano dalle grandi potenzialità, Stefano Antoniol in arte Stebass (http://www.stebassmusic.com).


Originario della città che ha dato i natali ai BR Stylers e trasferitosi poi a Londra per assecondare la sua passione musicale, il giovane dubber ha sfornato sinora tre dischi dei quali a mio giudizio due formidabili (il primo e il terzo appunto) avvalendosi del prezioso contributo di collaboratori d’eccezione. Non a caso i dischi di Stebass vengono suonati dai sound systems più importanti, solo per citarne alcuni Dread Lion Hi-Fi in Italia o Jah Shaka in UK.
“African pople”, un brano conscious 100%, apre il disco con la voce di un mito del roots, Earl Zero, più famoso per un brano del ’79 come “Please Officer”, e ispirato come allora. La tune è seguita da due dub versions ipnotiche, nella prima si riconoscono gli echi della voce del cantante giamaicano, la seconda è uno strumentale.
Sul lato B entra in gioco un compagno di avventure di Stebass, il trombonista Zilvy.
Come già nel primo disco, tra i due amici si crea un’alchimia: allo struggente trombone di Zilvy si affianca il motivo ideato da Stebass, forse ripetuto un po’ a lungo ma efficace nel restare in testa giorni e giorni. Anche il dub è potente, con l’esaltazione delle percussioni e degli effetti elettronici.
L’etichetta è gradevole, in aggiunta il vinile di ottima fattura non fa un salto neanche con una tracking force modesta.
Un ottimo acquisto sotto tutti i punti di vista!


15 dicembre 2011

1887-2012: THE 125TH ANNIVERSARY OF THE BIRTH OF MARCUS MOSIAH GARVEY

     

Su gentile concessione di Paco Ten, autore assieme a Rock e Lubrà del testo ‘Book of Dubwise – Storia del Roots & Dub dalle radici africane ai sound system”, riporto di seguito alcuni brani dal capitolo 1/8 del saggio. Si potranno trovare - illustrati - dei termini ricorrenti nei dischi che ci piace ascoltare:



“… Marcus Mosiah  Garvey, nato nel 1887 nel piccolo comune rurale di St. Ann, fondatore nel 1914, dell’Universal Negro Improvement Association, che introdusse le idee della coscienza della razza nera e della redenzione africana,  imponendosi ad un livello internazionale…”

“…Il motto dell’associazione, elaborato dallo stesso Garvey, recitava: “One God, one aim, one destiny”, rendendo manifesta l’intenzione, peraltro già espressa chiaramente nel termine Universal, di proporsi come movimento globale della gente di colore; allo stesso tempo il termine Improvement segnava il distacco dalle speculazioni teoriche e dalle attitudini riformiste fino ad allora prevalenti in seno a questo tipo di movimenti, per legarsi strettamente alla soddisfazione dei bisogni reali dei neri…”

“…Merito dell’U.N.I.A. fu anche quello di fornire alcuni simboli attorno ai quali i neri si appellavano: ad esempio la bandiera nera, rossa e verde, i cui colori saranno ripresi nelle bandiere di numerosi stati africani indipendenti, e l’inno “Ethiopia thou land of our fathers”, sorta di inno nazionale africano, entrambi formalizzati nella Convenzione del 1920; o ancora l’enorme ritratto della Madonna con Bambino (entrambi neri) mostrato durante la Convenzione del 1924.

Sul fronte economico l’U.N.I.A. generò la Negro Factories Corporation, che raggruppava piccole imprese e società in tutti gli Stati Uniti; il tentativo più ambizioso in questo ambito fu però la creazione della Black Star Line Shipping Company, una sorta di partnership di investitori neri che varò quattro navi e, prima del suo fallimento, contribuì ad aumentare le aspettative riguardo al tema della repatriation.

Sul  fronte della religione l’U.N.I.A. contribuì a costituire un’organizzazione autonoma denominata African Orthodox Church, che divenne molto influente nei Caraibi come espressione del nazionalismo religioso delle classi medie…”

“…Garvey in prima persona adoperò spesso un linguaggio “biblico” nei suoi appelli per la  liberazione dei neri, anche conscio dell’affermato potenziale sociale delle chiese nere (soprattutto negli Stati Uniti), e dell’importanza che la religione cristiana rivestiva ormai nella vita dei singoli blackmen:…”

“…Per la prima volta nella storia della Giamaica, il percorso che ha portato ad identificare il male, non si rivolge solo contro la società bianca, che continuava a sfruttare gli ex-schiavi, ma chiamando in causa i neri stessi, che hanno perso la loro consapevolezza. Il pensiero di Garvey fu interpretato, dai neri giamaicani, anche con toni messianici, ed il movimento rastafariano fece di Garvey un profeta. I suoi discorsi erano spesso pieno di riferimenti biblici, spesso incentrati sull’Etiopia e sull’imminenza della redenzione dei popoli Africani. L’Etiopianismo attraverso Marcus Garvey raggiunse il suo apice, da ideologia divenne un movimento, le cui strutture si muovevano per la redenzione degli Africani.

In questa direzione si mosse il catechismo dell’U.N.I.A., interpretando l’ormai ben noto verso del salmo 68  come la profezia che un Re sarebbe apparso in Africa per liberare tutti i neri: lo stesso Garvey, per molti giamaicani ormai circondato da un alone “profetico” aveva dichiarato nel 1916: “Look to Africa for the crowning of a black king; he shall be the Redeemer”…”



King Earthquake plays Izyah Davis cut to Native Dance Dub:


06 novembre 2011

LUMUMBA RECORDS BRAND NEW 12": BARRY DREAD - WAR ZONE

L’etichetta Lumumba Records (http://www.lumumbarecords.com/) amplia il proprio catalogo con un nuovo 12”, quarto della serie e secondo nel 2011 dopo “Ethiopia Here I Come”.
“Warzone” - un pezzone militante con una linea di basso gentile e pronunciata a ricordare quella di “General Penitentiary” di Michael Rose - vede sul lato A la partecipazione di Barry Dread in veste di cantante, compositore e bassista.
Il brano in stile heavy roots – sia per la profondità della voce di Barry che per l’argomento trattato - prende le mosse dopo un’intro con sirene e voci sullo sfondo, è una vera e propria warzone. Sono gli echi delle rivolte di Brixton dello scorso Agosto avvenuti in concomitanza con la registrazione del disco? Agli ascoltatori l’ardua sentenza.
Sul lato B ci sono il dub e la versione strumentale, un contributo a quest’ultima è venuto dal Bongoman Kheru Dan degli Alpha & Omega crew.
Di produzioni così serie negli ultimi mesi ne erano uscite poche. Con questa tune i Lumumba boys – i nostrani I-lex, Lord Martufè e Paco Ten – tornano ai fasti del 2009 quando fecero faville con il primo 12” “Jah Will Prevail”. A loro i migliori auguri di continuare su questa strada con altri successi a venire.
Per concludere, visto che i centri commerciali sono gia’ colmi di presepi ed abeti, entrate anche voi in clima natalizio, regalate un disco coi fiocchi alla vostra famiglia, regalate loro “Warzone”. Al costo di pochi euro + spese di spedizione lo consegnerà a casa vostra Lord Martufè vestito da Babbo Natale, e ricordate: se gli farete trovare in tavola un bue arrosto, e vino, e dolci a volontà, e poi ancora vino, sulle note della version vi intonerà due rime inna singjay style!






 




01 novembre 2011

HARDERWISE REGGAE UK ROOTS DUB DISTRIBUTOR

Un paio di post fa ho commentato la ri-edizione di “Victory Train” di Tenor Saw.
Il manufatto, che gira in heavy rotation sul mio piatto (lic. poetica), non mi è stato consegnato dai Re Magi ma dal postino del quartiere, assieme ad altri dischi inviatimi dal mio amico Pierì.
Pierì aka Pietro aka Ital-P aka Silvio Bel-rusconi aka Harry Potter aka Lady Gaga aka……. è l’essere dai mille volti che sta dietro l’entità nota come Harderwise.
Harderwise “is a reggae UK roots dub distributor”.
Tradotto in italiano significa che ogni disco reggae che vi piacerebbe avere Harderwise ve lo può trovare. Magari non proprio ogni, ma quasi ogni.
Se non ci credete fate un salto sul suo sito web:
troverete una lista lunghissima di dischi ordinati in ordine alfabetico crescente di label, con possibilità di preascolti tramite semplici clicks a link su youtube.
Come si legge tra le note, Harderwise effettua spedizioni in tutto il mondo, quindi se avete intenzione di provocare un crack finanziario, sappiate che Harderwise può raggiungervi anche in Costarica!

23 ottobre 2011

ITALIAN DUB COMMUNITY QUESTA SCONOSCIUTA

Ho accennato nel post precedente all’ IDC o Italian dub Community.

Qualcuno si chiederà “che cos’è?” e qualcuno risponderà “solo l’ennesima sigla elettorale” e qualcun altro “ma no è quel network per la distribuzione di integratori e frullati proteici che alla lunga provocavano dissenteria!”.
Risposte sbagliatissime! In realtà si tratta di un network - sviluppatosi da un’idea dei venexiani Saltyman (dub producer e mio amante segreto) e Well Jahdgement (cantante ed mc del colettivo roots & culture Moa Anbessa) – che riunisce gli appassionati della roots e dub music in Italia e non solo.
Nella fase embrionale il progetto prendeva le mosse attraverso un forum (http://moaanbessasoundsystem.forumfree.it/) in cui scambiare suggerimenti di vario tipo.
All’aumentare del numero degli utenti provenienti dalle più diverse esperienze (io ad esempio ero specializzato nella severissima disciplina del cazzeggio), spuntarono iniziative concrete come la realizzazione di una radio internettiana (RadioDubInnaHouse), di compilation nostrane (Italian Dub Community Showcase) e di veri e propri festival ad hoc (Dub It, Dub Room…).
Concludo osservando che è stata un’ottima esperienza conoscere nuovi amici, confrontarsi con loro su temi non solo musicali e perchè no farsi una magnatella assieme all'osteria.
W l’IDC! COOPERATION NO COMPETITION


22 ottobre 2011

DIS TRAIN CARRY NO WAR MONGER

Uno spazio tutto mio!
Dopo anni trascorsi all'ombra del mio amico nemico Saltyman sul forum dell'Italian Dub Community, finalmente qui la giusta visibilità che mi porterà - si spera - onore, ricchezza e soprattutto gnocca.

E dopo questo siparietto triste e un po' sconcio, parliamo seriamente di musica pubblicizzando un discone edito dalla Dug Out.
Si tratta della ristampa in formato 12" di una killer tune cantata da uno dei campioni dell'era digital di metà anni 80, il compianto Tenor Saw.
Il 45 giri, contenuto in una splendida confezione che potete ammirare sotto, ci farà ballare sulle note del brano originale + extended mix (lato A) e della dub version (lato B).

Per tutte le curiose dell'ascolto: suonate pure al mio campanello, il mio giradschi per voi è sempre acceso!!
Per tutti i curiosi dell'ascolto: andate su youtube e digitate sulla barra di ricerca: TENOR SAW VICTORY TRAIN
 
 
 

STARTUP! ITES & IRIE!

Fisherman - dubber from Ancona downtown - nei panni di capotreno dà il benvenuto ai passeggeri di questo convoglio, si discuterà inna easy way di quello che ruota attorno alla roots & culture miusic

TRAIN TO ZION IS COMING... DON'T NEED NO TICKET TO RIDE!

(P.S. Assicuratevi bene ai sedili perchè con me alla guida il rischio di deragliare è alto)