15 dicembre 2011

1887-2012: THE 125TH ANNIVERSARY OF THE BIRTH OF MARCUS MOSIAH GARVEY

     

Su gentile concessione di Paco Ten, autore assieme a Rock e Lubrà del testo ‘Book of Dubwise – Storia del Roots & Dub dalle radici africane ai sound system”, riporto di seguito alcuni brani dal capitolo 1/8 del saggio. Si potranno trovare - illustrati - dei termini ricorrenti nei dischi che ci piace ascoltare:



“… Marcus Mosiah  Garvey, nato nel 1887 nel piccolo comune rurale di St. Ann, fondatore nel 1914, dell’Universal Negro Improvement Association, che introdusse le idee della coscienza della razza nera e della redenzione africana,  imponendosi ad un livello internazionale…”

“…Il motto dell’associazione, elaborato dallo stesso Garvey, recitava: “One God, one aim, one destiny”, rendendo manifesta l’intenzione, peraltro già espressa chiaramente nel termine Universal, di proporsi come movimento globale della gente di colore; allo stesso tempo il termine Improvement segnava il distacco dalle speculazioni teoriche e dalle attitudini riformiste fino ad allora prevalenti in seno a questo tipo di movimenti, per legarsi strettamente alla soddisfazione dei bisogni reali dei neri…”

“…Merito dell’U.N.I.A. fu anche quello di fornire alcuni simboli attorno ai quali i neri si appellavano: ad esempio la bandiera nera, rossa e verde, i cui colori saranno ripresi nelle bandiere di numerosi stati africani indipendenti, e l’inno “Ethiopia thou land of our fathers”, sorta di inno nazionale africano, entrambi formalizzati nella Convenzione del 1920; o ancora l’enorme ritratto della Madonna con Bambino (entrambi neri) mostrato durante la Convenzione del 1924.

Sul fronte economico l’U.N.I.A. generò la Negro Factories Corporation, che raggruppava piccole imprese e società in tutti gli Stati Uniti; il tentativo più ambizioso in questo ambito fu però la creazione della Black Star Line Shipping Company, una sorta di partnership di investitori neri che varò quattro navi e, prima del suo fallimento, contribuì ad aumentare le aspettative riguardo al tema della repatriation.

Sul  fronte della religione l’U.N.I.A. contribuì a costituire un’organizzazione autonoma denominata African Orthodox Church, che divenne molto influente nei Caraibi come espressione del nazionalismo religioso delle classi medie…”

“…Garvey in prima persona adoperò spesso un linguaggio “biblico” nei suoi appelli per la  liberazione dei neri, anche conscio dell’affermato potenziale sociale delle chiese nere (soprattutto negli Stati Uniti), e dell’importanza che la religione cristiana rivestiva ormai nella vita dei singoli blackmen:…”

“…Per la prima volta nella storia della Giamaica, il percorso che ha portato ad identificare il male, non si rivolge solo contro la società bianca, che continuava a sfruttare gli ex-schiavi, ma chiamando in causa i neri stessi, che hanno perso la loro consapevolezza. Il pensiero di Garvey fu interpretato, dai neri giamaicani, anche con toni messianici, ed il movimento rastafariano fece di Garvey un profeta. I suoi discorsi erano spesso pieno di riferimenti biblici, spesso incentrati sull’Etiopia e sull’imminenza della redenzione dei popoli Africani. L’Etiopianismo attraverso Marcus Garvey raggiunse il suo apice, da ideologia divenne un movimento, le cui strutture si muovevano per la redenzione degli Africani.

In questa direzione si mosse il catechismo dell’U.N.I.A., interpretando l’ormai ben noto verso del salmo 68  come la profezia che un Re sarebbe apparso in Africa per liberare tutti i neri: lo stesso Garvey, per molti giamaicani ormai circondato da un alone “profetico” aveva dichiarato nel 1916: “Look to Africa for the crowning of a black king; he shall be the Redeemer”…”



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